Il libro di cui vogliamo parlarvi oggi è stato pubblicato nel 2005, per la casa editrice Einaudi e si intitola: “La Costituzione spiegata a mia figlia“, scritto dal magistrato torinese Giangiulio Ambrosini, il quale è anche autore di saggi giuridici e di testi sulle sostanze stupefacenti e sulla violenza sessuale.

“La Costituzione spiegata a mia figliaè un testo che si legge con scorrevolezza, comprensibile anche ai bambini. in quanto dà una spiegazione semplice della Costituzione, senza usare termini ampollosi o tecnicismi incomprensibili.

Attraverso sedici conversazioni tra padre e figlia, con un linguaggio chiaro e diretto, vengono analizzate tutte le norme che fondano lo Stato di diritto.

Giangiulio Ambrosini, con la sua capacità professionale e pedagogica, ci accompagna con dolcezza nel mondo della Costituzione, aiutandoci a comprenderla. È un imperativo categorico conoscerla, perché è essa che governa e tutela la vita di ognuno di noi.

Un piacevole ed educativo libro, utile per la formazione delle coscienze delle giovani generazioni ed è per questo motivo che non dovrebbe mancare nelle biblioteche delle nostre scuole.

Conoscere la Costituzione è fondamentale, perché rappresenta la «carta d’identità» della democrazia in cui viviamo.

Titolo:La Costituzione spiegata a mia figlia”

Autore: Giangiulio Ambrosini

Casa Editrice: Einaudi

Buona lettura con il libro di Ambrosini: La Costituzione spiegata a mia figlia”.

Vi proponiamo uno stralcio della Prima conversazione .

 

La nascita della Costituzione

[…] La Costituzione nasce come limite, come forma di controllo verso chi esercita il potere, in altre parole contro chi comanda.

Se ho capito bene, prima c’è qualcuno che comanda, poi ci sono altri che non vogliono che lui comandi come gli pare ma che deve seguire delle regole.

È proprio cosí. È a questo punto che nascono le Costituzioni. In Italia, per venire al nostro problema, piú di centocinquant’anni fa il Re comandava in modo assoluto. Faceva le leggi, le faceva applicare dai suoi funzionari, le faceva rispettare dai giudici che lui stesso nominava, ma poteva non farle applicare e non farle rispettare se questo non gli piaceva, o non era gradito alle persone che gli stavano intorno e che lo costringevano a fare certe scelte.

Le cose andavano proprio male, allora.

Hai ragione. Per questo sono successe molte cose importanti. Voglio parlarti soltanto delle cose che sono accadute vicino a noi, alla Francia con la Rivoluzione che tu hai studiato a scuola. Anche se la prima Costituzione è stata quella degli  Stati Uniti d’America e, prima ancora (addirittura secoli), ci sono stati documenti che hanno stabilito alcuni diritti fondamentali dei cittadini…

Stai divagando e mi confondi le idee.

Hai ragione. In Italia, senza una vera e propria rivoluzione, nel 1848, il Re Carlo Alberto è stato costretto a «concedere» una Costituzione che ha preso il nome di «Statuto albertino». È successo perché i cittadini del regno sardo-piemontese volevano ottenere alcuni diritti fondamentali di libertà. Non sto a dirti di piú, ma il Re è stato costretto a concedere la Costituzione.

Questo me l’hanno insegnato, non proprio come mi racconti tu, a scuola.

Lo Statuto è rimasto per cent’anni la Costituzione prima del Regno sabaudo, poi dell’Italia intera dopo le annessioni degli altri Stati e la nascita dello Stato unitario. Ma era una Costituzione debole, per due ragioni.

E quali sono?

La prima è che lo Statuto (cioè la Costituzione) era una autolimitazione del sovrano, e non nasceva da una decisione popolare, cioè di tutti i cittadini. La seconda è che la legge fondamentale non era «rigida», cioè poteva essere derogata, o se preferisci violata o modificata nella sostanza, da qualsiasi maggioranza parlamentare o da qualsiasi personaggio che fosse a capo del governo.

È come dire che non era proprio una legge «fondamentale»?

Esatto. Tanto è vero che il fascismo – anche questo spero te lo abbiano insegnato a scuola – quando conquistò il potere, cioè diventò governo, di quello Statuto potè tranquillamente fare a meno, abolendo i piú elementari diritti, dalla libertà di stampa, alla libertà di associazione e di riunione, sopprimendo i partiti politici e i sindacati, mandando al confino gli oppositori, fino a privare dei diritti civili minoranze religiose come gli ebrei e consentendo che fossero mandate a morire nei campi di sterminio nazisti.

Vuoi dire che tutto ciò che di orribile il fascismo ha fatto era «legale»?

Non dico assolutamente questo. Voglio soltanto dire che le regole dettate dallo Statuto albertino (cioè dalla Costituzione di allora) non costituivano un limite alla illegittimità. Che non c’era un freno all’abuso, che il potere politico poteva fare quello che piú gli piaceva senza trovare ostacoli di natura giuridica.

Non andava proprio bene.

Tu sai che il fascismo è stato abbattuto, al termine di una guerra disastrosa, dalla resistenza popolare e dall’intervento di potenze straniere che combattevano contro la follia dei nemici della libertà e della democrazia.

È qui che è nata la Costituzione?

Hai capito perfettamente. Una volta liberata l’Italia dal fascismo e dall’invasione dei nazisti, i governi nati dalla Resistenza hanno voluto darsi una nuova Costituzione. E sono stati tanto democratici da chiedere ai cittadini tutti, uomini e donne (queste per la prima volta ammesse al voto), con un referendum, anzitutto se volevano continuare ad essere sudditi di un Regno o cittadini di una Repubblica, e nello stesso tempo di votare per i loro rappresentanti in Parlamento .

Ha vinto la Repubblica.

Per un pugno di voti.

E dopo che cosa è successo?

Sono successe molte cose. I rappresentanti eletti lo stesso giorno in cui si è tenuto il referendum, il 2 giugno 1946, dal popolo, da tutti i cittadini, uomini e donne, hanno incominciato a discutere su come costruire il nuovo Stato repubblicano. Il dibattito è durato a lungo ed è stato molto importante. Alla fine i costituenti hanno nominato al loro interno una Commissione di «saggi», con il compito di scrivere il testo della nuova Costituzione. I lavori sono durati quasi un anno e mezzo e finalmente il 1º gennaio 1948 la Costituzione è entrata in vigore.