Il libro intitolato “Niente ci fu”, della scrittrice palermitana Beatrice Monroy,                   è un testo di appena 137 pagine e narra le tristi vicissitudini di una coraggiosa ragazza siciliana: FRANCA  VIOLA , la quale a metà degli anni ’60 respinse con fermezza e determinazione le nozze riparatrici, contrastando così, non solo il potere mafioso, ma la barbara legge del Codice Rocco, che cancellava il reato di stupro nel momento in cui lo stupratore dichiarava di volere sposare la sua vittima.

Franca nel lontano 1965, all’età di 17 anni, fu rapita  da un suo spasimante che apparteneva alla famiglia del clan mafioso dei Melodia, infatti la fece rapire e in un casolare di campagna la stuprò per giorni, dopo di ciò , comunicò  al padre della ragazza di voler riparare al disonore che gli aveva cagionato sposando la figlia. Franca non solo rifiutò il matrimonio, ma denunciò i rapitori e lo stupratore.  Inoltre, ebbe a sopportare un lungo e difficile  processo, avendo contro tutto il paese di Alcamo.  Alla fine, però, vinse lei, facendo condannare al carcere chi aveva osato rapirla e violarla. 

 “Niente ci fu” è un libro fluido, scorrevole ed accattivante, che si legge con facilità. Inoltre, è un testo che fa riflettere, perché non solo racconta una storia realmente accaduta, ma rivendica, con orgoglio, la dignità femminile, ancora oggi, troppo spesso umiliata e vilipesa, benché il codice Rocco, grazie anche al coraggio di Franca Viola, da tempo sia stato abolito,

Il suo No al matrimonio riparatore divenne  simbolo di libertà ed emancipazione femminile.   “Niente ci fu”, quindi, è un libro educativo, che dà forza a tutte le donne,  specialmente a coloro che sono ancora vittime della violenza brutale maschile.

Titolo: “Niente ci fu”

Autirce: Beatrice Monroy

Casa editrice: La Merdiana